13 dicembre 2019

Ancora una volta tutti insieme


Anche quest’anno l’amore di Emanuela ci ha riunito di nuovo per la cena di beneficenza. È stato piacevole rivederci tutti in una simpatica atmosfera e ci riempie di soddisfazione la partecipazione a questa che tutti noi ormai sentiamo come una grande famiglia.

È stata anche l’occasione per fare il punto sulla vita della Fondazione e su come si è sviluppato il lavoro in quest’anno che ormai volge al termine.

Maria Teresa, la presidente della Fondazione, ha ben illustrato i risultati conseguiti in particolare sulle collaborazioni in essere e sui sempre cordiali rapporti con l’ospedale Bambino Gesù. Anche importante è stato lo sviluppo scolastico avviato in Congo, dove ormai gli scolari seguiti hanno superato le cinquecento unità. Progetto che cresce nonostante le molte difficoltà ambientali; la scuola, infatti, è stata chiusa per alcuni giorni a seguito di una recrudescenza del “banditismo” locale, che talvolta rasenta la più incredibile malvagità.

Toccante è stata anche la diretta testimonianza di alcuni operatori, che hanno riportato la loro esperienza maturata direttamente sul campo delle terapie domiciliari.

Gratificante è stata la presentazione di tre nuovi volontari e non solo in quanto questo identifica che la Fondazione sta avendo gradualmente uno sviluppo di partecipazione, ma anche in quanto i nuovi arrivati, ai quali va il nostro più sentito benvenuto, sono dei giovani di età e non solo d’animo.

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Non ci sembra questa la sede per rendicontare i risultati raggiunti, ci sentiamo orgogliosi di ciò che in questo anno abbiamo fatto: è poco, è tanto? Non possiamo giudicarlo, perché la misura non ha senso e anche perché non c’è misura che vada bene per tutti.

Ringraziando Dio, ognuno ha talenti diversi e diversamente li esprime, ma quello che conta è l’animo con il quale compie ciò che può fare: e questo è già bastante. Però col pensiero non possiamo dimenticarci dei nostri progetti che se anche rivolti ad interessi diversificati, e non potrebbe essere altrimenti, hanno sempre come obiettivo principale quel sorriso dei bambini che è poi lo slogan della nostra Fondazione.

A questo proposito si potrebbe citare quello che un grande del nostro secolo, Papa Giovanni XXIII, disse proprio in occasione di una sua visita all’ospedale pediatrico Bambino Gesù: “Nei bambini dobbiamo vedere gli adulti che saranno e negli adulti i bambini che sono stati” e si può aggiungere che sarebbe anche il caso di rivedere dentro di noi i bambini che siamo stati; è la comprensione di questo stato che ci dovrebbe guidare all’aiuto dei bambini: essere come loro, è la sola misura che ce li farà comprendere.

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