13 dicembre 2015

Grazie a tutti

In occasione della Cena di Beneficenza, ho avuto modo di rivedere tutti, i volontari, i sostenitori, tutti gli amici che in questi anni ci sono stati vicini e hanno contribuito a dar vita alla Fondazione. 

Con la mente ho ripercorso le tappe di un’avventura, che ahimè, ha inizio con la tragica scomparsa di mia figlia Emanuela. Strappata alla vita e dai nostri cuori da una macchina guidata a velocità folle, la mia Emanuela non ha voluto lasciarci davvero soli.
Se noi genitori siamo sopravvissuti lo dobbiamo a Lei, che ci ha dato gli occhi per veder la sofferenza altrui e il coraggio di stendere la mano verso le tante persone che, ora le vediamo, soffrivano al pari nostro.
Ed erano tante, troppe da affrontare da soli.
E’ nata così l’idea di creare una Fondazione, una Onlus fatta di volontari che avessero a cuore come noi i più indifesi, in particolare i bambini e i malati.
Inizialmente non sapevamo da dove cominciare e presto ci è sorto il dubbio che fosse un progetto troppo ambizioso da realizzare.
La risposta ci esplose nel cuore: No! Nessun obbiettivo è impossibile da raggiungere se è sorretto dalla forza di volontà: non dovremo cercare di raggiungerlo, ma lo raggiungeremo senz’altro!
Non erano parole nostre, ma erano le parole che sentivamo pronunciare a Emanuela mentre si allenava per diventare una campionessa di pattinaggio, si laureava con il massimo dei voti, diventava manager di una importante società di consulenza o si rialzava da un matrimonio fallito.
Da quel momento, nulla è stato facile, ma abbiamo fatto, di volta in volta, tutto quello che c’era da fare. Mi riferisco al servizio di volontariato nei centri Ospedalieri pediatrici del Bambino Gesù, che ad oggi coinvolge ogni settimana più di trenta volontari; penso ai progetti terapeutici gratuiti e domiciliari per i bambini con problemi neurologici o al il servizio di accompagno per i malati che debbono recarsi nei centri di cura, ogni anno più richiesto.
Infine la splendida Scuola Emanuela Panetti a Mutwanga in Congo.
Ancora oggi ci sembra incredibile essere riusciti a costruire una scuola materna ed elementare in una zona come quella, in assenza di un governo, martoriata da guerre civili, banditi, miserie e sciagure di ogni genere.
Fino ad oggi la Scuola ha ospitato 400 bambini, ha dato loro un’istruzione di base, libri, quaderni e penne, e soprattutto li ha sottratti alle bande della zona che vorrebbero arruolarli nelle milizie.
Nel 2012, a favore di tutta la popolazione di Mutwanga, la Fondazione ha dato il via alla costruzione di un Centro Culturale, in parte già in uso, che altro non è se non un luogo pacifico e protetto dove far scorrere la vita della comunità.
Mi piace ricordare anche la Fattoria dei Sorrisi, un gruppetto di caprette che assicura ai bambini della scuola e dell’orfanotrofio un bicchiere di latte al giorno.
Mi rendo conto che è ancora ben poca cosa, ma mio marito ed io siamo orgogliosi della Fondazione come lo eravamo di Emanuela, e Vi ringraziamo tutti per aver creduto e sostenuto la Fondazione, perché ogni volta che un volontario fa scomparire dal volto di un bambino o di un genitore la paura del domani, in quell’attimo rivive il sorriso di Emanuela.

Maria Teresa Savastani