Sostegno alla genitorialità


 

Il sostegno alla genitorialità.  Un progetto d’intervento per i genitori con figli con danno neurologico congenito o acquisito.

La Fondazione Panetti ha contribuito come cofinanziatore per gli anni 2014 e 2015 alle attività di ricerca dell’U.O.C. di Neuroriabilitazione dell’Ospedale Bambino Gesù di Santa Marinella, ed in particolare, alle attività di supporto psicologico ai bambini ricoverati presso il presidio di S. Marinella e alle loro famiglie.

Le finalità del progetto sono:

  • Sviluppo e/o potenziamento di competenze e abilità genitoriali, affinchè i genitori possano operare in senso educativo-riabilitativo (e non solo protettivo), aumentando in tal modo le possibilità di miglioramento e di recupero per il bambino.
  • Consapevolezza delle competenze genitoriali.
  • Miglioramento della qualità della relazione genitore-figlio e delle complesse dinamiche del sistema familiare.

Tali obiettivi possono essere raggiunti attraverso:

  • La condivisione del progetto riabilitativo (i genitori come parte integrante dell’equipe riabilitativa).
  • Il processo di adattamento emotivo alla disabilità del proprio figlio.
  • La riorganizzazione del sistema familiare intorno alla disabilità del bambino.
  • La consapevolezza delle aspettative nei confronti del figlio e il contenimento delle aspettative irrealistiche.
  • Sollecitazione del racconto degli eventi traumatici o luttuosi, attraverso la condivisione di vissuti emotivi (rabbia, tristezza, impotenza, sensi di colpa, senso di inferiorità, vergogna…).
  • Definizione delle abilità e le competenze del bambino.
  • Riconoscimento delle sue possibili autonomie.
  • Definizione e comprensione del significato dei comportamenti disadattivi o aggressivi che il bambino può mettere in atto all’interno della relazione genitore-figlio.

Il progetto si avvale delle seguenti azioni svolte da personale specializzato:

  • Colloqui con i genitori.
  • Colloqui con i genitori ed il bambino.
  • Incontri con il bambino da solo (sedute di gioco).
  • Colloqui con i genitori, il bambino e le famiglie d’origine materna e paterna.
  • Osservazione del bambino durante la terapia riabilitativa.
  • Osservazione della relazione madre-bambino in contesti non strutturati (sala mensa, stanza di degenza, corridoi, spazio ludico-creativo).
  • Confronto quotidiano con i terapisti della riabilitazione.
    Riunioni settimanali con l’equipe curante.

L’efficacia del progetto è monitorata anche con l’impiego di test standardizzati a livello internazionale.

Presentazione del progetto da parte del Prof. E . Castelli